| Movimento per la Vita - Torino |
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Siallavita

 Si alla vita
luglio-agosto 2010

Dedico questo editoriale ad un evento, di per sé di modesta rilevanza, ma - secondo me - importante perché coerente con la linea strategica perseguita dal Movimento per la vita. L'evento è la pubblicazione di un saggio già uscito nel 2006 ed ora rinnovato, integrato e ristampato. Il volume sarà presentato quest'estate al Meeting di Ri-minì ed al Fiuggi Family Festival. Il titolo è: "Le cinque prove dell'esistenza dell'uomo. Alle radici della bioettca e della biopolitka". La novità è la seconda parte dei titolo: dimostrare l'esistenza dell'uomo con la sua inseparabile dignità che lo rende uguale a qualsìasi altro vivente già nato della specie umana condiziona la giusta soluzione di qualsiasi altro problema bioetico e ricono-scerlo è compito essenziale della politica da cui deriva ogni orientamento giusto che legislatori e amministratori devono seguire. Da decenni il Movimento è presente sul piano sociale e politico con le sue molteplici proposte: per contrastare la legge sull'aborto, per riformare i consultori, per impedire l'introduzione dell'eutanasia, per fare barriera contro il farwest procrea-tico, per difendere l'obiezione di coscienza, per promuovere una cultura della vita a difesa della dignità umana sempre, ovunque, in quafsiasi condizione ed età. Ma se dovessimo concentrare in una sola idea questa molteplicità di obiettivi diremmo: politica, società, legge devono riconoscere l'uomo sempre.
Anche nei nostri Cav il volontariato può usare metodologie diverse. L'interpretazione de! dramma dell'aborto può essere fatto da angoli diversi, cosi come il linguaggio e le azioni che evitano l'interruzione della gravidanza sono variabili; ma la motivazione all'impegno dei nostri volontari così come la scintilla che recupera il coraggio dell'accoglienza nelle gestanti in difficoltà è una sola: i bambini sono sempre bambini, anche quel figlio è un essere umano, uno di noi.
Ricordo la mia prima comparsa televisiva: un ping-pong sulla prima rete in ora di massimo ascolto con Marco Pannella. La mia domanda: "ma, insomma, è o no un essere umano?" attende ancora una risposta. Balbettano sì, qualche volta: "è un grumo di cellule", oppure si chiudono nell'ultima trincea della cultura della morte: "è un uomo, ma non una persona". Ma la verità è che su tutta la coscienza europea e mondiale grava la domanda: "essere umano o cosa?".
Certo: se noi impegnassimo tutta la nostra vita per un "grumo di cellule" saremmo dei folli e non avremmo alcuna seria ragione per difendere l'obiezione di coscienza e turbare la gente opponendoci alla pillola del giorno dopo, alla Ru486, alla fecondazione artificiale, alla diagnosi pre-impianto e così via. Perciò dobbiamo concentrare la lente di ingrandimento sul solo punto che conta. Quando mi domandano: volete cambiare la legge 194? Rispondo: certo, ma l'obiettivo primo è riconoscere che tutti gli esseri umani sono uguali. Prima della abolizione della schiavitù e più recentemente dell'apartheid in Sud Africa ci sono state le solenni dichiarazioni di uguaglianza tra bianche e neri. Nel 1995 lanciammo la proposta di iniziativa popolare per riconoscere la capacità giuridica del concepito. In certo modo l'idea è stata ripresa da Ferrara con la sua moratoria sull'aborto, che, secondo l'autore, si dovrebbe realizzare indicando nella carta delì'Onu sui diritti fondamentali che il diritto alla vita esiste fin dal concepimento. Alla fine de! 2009 abbiamo depositato presso il Parlamento europeo la petizione "per la vita e la dignità dell'uomo", che chiede in Europa la stessa cosa che Ferrara ha chiesto all'Onu. Ora, almeno in Italia, è giunto il momento di agire. Sentiamo voci di crisi di governo e di nuove alleanze. Quando un partito porrà come condizione del suo sostegno il riconoscimento della soggettività giuridica dei concepiti?

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