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Storie di Vita

 Seil bambino prende la parola...

 

Sono una volontaria del Centro di aiuto alla vita. Un pomeriggio tardi è venuta una donna, una maestra, a chiederci aiuto. Era molto angosciata e, piangendo, ci ha raccontato che sua figlia Francesca era rimasta incinta poco prima delle nozze e si rifiutava di accettare questa gravidanza, per lei prematura. Si vergognava della gente, di ciò che avrebbero detto. Il fidanzato, invece, desiderava quel figlio ed era disperato, come anche la famiglia di lui. Ma nessuno era riuscito a dissuaderla. E lei, ostinata, aveva fissato l'intervento abortivo per il giorno dopo.

            Ascoltando questo racconto, ci siamo sentiti calare un peso sul cuore. C'era così poco tempo e non potevamo forzare la volontà della ragazza. Poi abbiamo deciso di fare così: non parlare direttamente a Francesca, come ci chiedeva sua madre, ma far parlare in qualche modo direttamente il bambino. Così abbiamo dato alla futura nonna un opuscolo con le immagini del feto che cresce nella pancia della mamma, del cuoricino che batte a diciotto giorni... E le abbiamo consigliato di mettere questo opuscolo sul letto di Francesca la sera, senza poi dirle più niente.

            Il giorno seguente, quando Francesca è uscita dalla sua stanza, all'ora in cui doveva andare in ospedale, è andata invece da sua madre e le ha chiesto: “Mamma, perché non mi insegni a fare i golfini?” E così è nata una mamma ed è nato un bambino.

                                                                                                 

 (G. Mussini a cura di, “Vite salvate”)