| Movimento per la Vita - Torino |
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Siallavita

 Si alla Vita
settembre 2008

lettere al Popolo della vita
DI CARLO CASINI

Bisogna riflettere sulle incertezze emerse nel mondo cattolico riguardo al "Testamento biologico", dopo Pesplosione del caso di Eluana Englaro alla fine del luglio scorso. Due comunicati contrastanti di Scienza&vita ne sono stati il segnale più significativo. Naturalmente il confronto tra opinioni diverse è doveroso. Anche il Movimento per la vita, non da ora impegnato sul tema dell'eutanasia, è tenuto a fornire un suo contributo, come, del resto, si è fatto nel precedente numero di questo mensile e come facciamo in questo stesso numero.
Ma una preliminare osservazione deve essere formulata. Senza l'unità dei cattolici non c'è alcuna speranza di una soluzione conforme alla antropologia cristiana. Se, invece, tale unità vi sarà,essa determinerà una più grande coesione coinvolgente anche aree che si dichiarano "laiche". Orbene: l'unità ideale sul valore della vita è scontata, ma ciò che determina la probabile vittoria è quella che chiamo "unità strategica", cioè la concorde scelta di mezzi - linguaggio, tempi, contenuti - per ottenere lo scopo.
L'esempio della legge 40 sulla procreazione artificiale è calzante. Sia nella fase di discussione della legge, sia al momento di difenderla nel referendum tutte le associazioni laicali hanno saputo fare scelte ed usare linguaggi comuni. Ma l'unità strategica non è facile. Va costruita con pazienza e perseveranza.
Questo discorso sull'unità vale sempre. La forza dell'aborf/smo è così grande, che solo un coordinamento molto forte e strutturato dei gruppi per la vita può ottenere risultati. Credo che nel mondo la sepa-ratezza tra i vari pro-life sia un elemento di debolezza e, viceversa, che gran pregio del Movimento per la vita italiano sia, fino ad ora, la sua unità anche "strategica". Negli ultimi anni il riesplodere, in vari campi e occasioni, della "questione antropologica" ha fatto fiorire una molteplicità di gruppi variamente denominati, che, assai spesso, imitano le azioni e ripetono le parole dei Cav e dei movimenti per la vita. In quanto dimostrano la crescita dell'impegno per la vita e ne moltiplicano le forze, questi gruppi sono certamente una ricchezza. Ma un coordinamento strutturato or-
ganicamente resta indispensabile. Del resto anche all'interno dello stesso Mpv, come in ogni associazione, il pericolo di personalismi e divisioni, sia pure inconsapevoli, va contrastato. Chi guarda dall'esterno deve ammirare il Movimento per la funzione che svolge e per ciò che dice, ma anche per la sua unità interna.
Ma è nell'ambito della politica che il discorso sull'unità merita un urgente approfondimento quando si tratta di legiferare sui "valori non negoziabili". Nella politica operano i partiti e partito vuoi dire "parte" , cioè divisione e contrapposizione. Tuttavia negli ultimi anni si è affermato il principio di trasver-salità. Ancora una volta è significativa l'esperienza della legge 40. Ma si è affacciato un pericolo. Non si tratta di incontrarsi valicando i confini dei partiti solo per scambiare informazioni sullo stato delle rispettive forze politiche e di approfondire insieme i "valori", per tornare, poi, ciascuno nel proprio recinto partitico e compiere lì dentro e solo lì dentro, il lodevole tentativo di unità. Una tale operazione non raggiunge il maggior bene possibile, perché alla fine le linee definite dalla destra e dalla sinistra saranno diverse e il loro confronto porterà ad un compromesso al ribasso, se né l'uno né l'altro schieramento possono o vogliono imporre la loro scelta con la forza dei numeri...

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Fonte: Si alla Vita
Documentazione scaricabile: Indice Si alla Vita (File pdf)