Ho salvato una vita –
Inizio primavera: scopro di aspettare un bambino, per la seconda
volta. E adesso? Ho già una bimba, la mia Cucciola di nemmeno
un anno, e mio marito è via per lavoro, come farà a starmi accanto?
Io sono appena rientrata in ufficio, cosa diranno? Inoltre ho fatto
una radiografia…
Ho un vortice di paure, di gioia, di mille immagini che scorrono
nella mente. Telefono a mio marito, gli dico che aspetto un bambino
e che ho tanta paura a causa della radiografia del mese prima. Mi
dice soltanto: “Ti sono vicino, qualsiasi decisione tu prenda”. Il giorno
dopo vado in ospedale, ho bisogno di consigli, di capire se i raggi
X possono far male al feto. Mi riceve un ginecologo non
obiettore: “Se non se la sente, se ha paura, perché attendere? E se poi
il bambino nascerà malformato? Ora c’è soltanto un grumetto
di cellule”. Tra l’altro non mi propone nessuna alternativa, nessuna
villocentesi, nessun Bi-Test… niente, solo l’IVG. Perché? Ma io
non insisto, e acconsento a fare l’ecografia per accertare la settimana
di gestazione. Salgo sul lettino, il cuore batte forte, voglio vedere
il bimbo e se, effettivamente, si tratta solo di un “grumetto di
cellule”. Devo capire se sto facendo la cosa giusta. Ma il ginecologo
gira il monitor verso di sé, non accende nemmeno quello in alto che
consente alla donna di vedere le immagini ingrandite e accende l’ecografo.
“Come dicevo, c’è solo un grumo non formato…”, dice.
Mi rivesto, mille dubbi mi assalgono, chiedo al medico come si svolgerà
l’IVG, voglio sapere. La risposta: “Lei non sentirà nulla, dormirà
tutto il tempo, io introdurrò una cannula con la quale aspirerò
il grumo e, una volta finito tutto, asporterò il materiale residuo.
Quando si sveglierà sarà come nuova, libera di riprendere la sua vita,
come guarita da un cancro”. Poi mi consegna i documenti e mi
fissa l’appuntamento per il pre-ricovero e l’intervento.
Torno a casa con la morte nel cuore. Fisso la mia Cucciola: con che
occhi la guarderò dopo? Chiamo mio marito, gli spiego come mi
sento e che ho l’impressione che il ginecologo abbia detto bugie.
Cerca di tranquillizzarmi ma io non mi calmo. Inizio a fare ricerche
in Internet e trovo la verità. Signore e signori, il grumetto di cellule
è un bimbo in fase di sviluppo. E chiamatelo come
vi pare, ma l’intervento per aspirazione è di
una tale atrocità che farebbe star male anche la
persona più preparata del mondo. Al lavoro parlo
con il mio capo ufficio e il direttore. Il primo mi consiglia
di abortire, altrimenti come potrei crescere la mia
bimba tranquillamente e svolgere il mio lavoro di segretaria
di direzione con solerzia? Il secondo mi raccomanda di non
fare una cosa simile, altrimenti potrei pentirmene per tutta
la vita. Nessun consiglio mi è d’aiuto.
Vado dal mio ginecologo, obiettore, per fare un’altra ecografia,
e gli racconto come si è svolta la visita dal suo collega. Lui ingrandisce
l’immagine sul monitor e spiega: “Ecco il ‘grumo di cellule’,
un fagiolino con il battito cardiaco”. Sento il cuore di quel bimbo
minuscolo e scoppio a piangere. Come potrei rifiutarlo?
Presa da mille dubbi e paure contatto il numero verde di Sos Vita.
Mi risponde una volontaria che mi consiglia di ascoltare il
mio cuore, di parlare col bambino che porto in grembo. La telefonata
dura quasi due ore… Poi resto sveglia a coccolare la mia Cucciola
e ad ammirarla: è così bella!
Quattro di mattina. Sono agitata, telefono a mio marito. E lui pronuncia
poche parole: “Dentro di te hai una vita che cresce, non eliminarla,
ti prego”. Piango, ma questa volta è un pianto liberatorio.
Ho deciso. Al pomeriggio contatto il ginecologo non obiettore per
comunicargli che non farò nessuna IVG. Lui cerca di convincermi,
mi dice di “pensarci bene”, ma io insisto. Allora, quasi infastidito,
risponde che mi farà sapere l’importo delle analisi effettuate per l’intervento.
Non ho mai pagato nulla.
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I mesi passano in fretta, scopro di aspettare una bimba: le parlo,
la sento muoversi dentro di me, la coccolo, la faccio “comunicare”
con la mia Cucciola e naturalmente con mio marito, che non
mi lascia sola un minuto e mi aiuta…
≈
Inverno del nuovo anno. Guardo le mie due Cucciole e penso
a quanto stanno crescendo, e la notte le ammiro. Il miracolo della
vita si è compiuto due volte. Scrivo queste righe mentre le mie
piccole giocano con il loro papà, e io penso che… la vita è vita, anche
se piccola e al suo inizio, e va difesa con ogni mezzo e ad ogni
costo. Quando leggo il totale dei bambini salvati dall’interruzione
di gravidanza nell’anno precedente, penso sempre: “Più
uno”. Io ho soltanto contattato il numero verde di Sos Vita, ho
chiesto un consiglio, ma quante donne non chiamano, non sanno
che possono usufruire di mille aiuti, che le alternative all’aborto
ci sono? Bisogna far conoscere le prospettive bellissime che
una gravidanza offre, perché quando si attende un bambino la fine…
non è che un inizio.







